Una serata corale per il Classicalparco 2021

Arthur Fagen dirige i complessi stabili del Lirico di Cagliari

8 Agosto 2021 -

Riiniziata da quel del Don Pasquale – ricordiamo, il 17 maggio 2021 – l’attività del Lirico di Cagliari, con la sua rassegna Classicalparco 2021, prosegue con un doppio appuntamento il 6 e 7 agosto, la cui partecipazione è stata vincolata dal possesso del Green Pass, in base a quanto disposto dai Ministeri competenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19, tutt'ora in corso.

Programma dedicato alla musica corale, dove certo ruolo protagonistico assume l’Orchestra del Lirico di Cagliari, seguendo le note di Frederick Delius, Gustav Holst e George Gershwin.

Ad aprire la serata la composizione di Frederick Delius, Appalachia. Variazioni su un antico canto di schiavi (1904), per coro misto e solista, composta sulla scia delle impressioni suscitate al compositore britannico, durante la sua permanenza in Florida. Là ebbe modo di ascoltare i canti degli afroamericani, che così ricorda alla prefazione del libro di James Weldon Johnson: «Malgrado fossi cresciuto con la musica classica, un intero nuovo mondo si apriva davanti a me. Sentivo che questa musica negra era qualcosa di totalmente nuovo. Era naturale e allo stesso tempo profondamente sentita. … La loro musica sgorgava spontanea e naturale dall’intimo come espressione dell’anima di un popolo che aveva molto sofferto». Contesto e sonorità scoperte, ammette, sono stati l’impulso creativo della sua musica. Come mette in evidenza Oreste Bossini nella guida all’ascolto, Delius non solo mostra simpatia nei confronti del mondo afroamericano, ma ne coglie l’originalità espressa dalla sua musica inglobando «un riflesso della loro cultura all’interno del proprio mondo espressivo» europeo.

Il programma segue, poi, con un’altra composizione corale A Choral Fantasia op. 51 (1930) di Gustav Holst, su testo di Robert Bridges. Composizione solenne in cui, già dalle prime battute, dominante è l’organo. Come fosse un brano religioso, il suono drammatico accompagna il testo (in inglese) declamato dal soprano e coro: «l’uomo nato dal desiderio, esce dalla notte, una scintilla di fuoco errante, una parola solitaria del pensiero eterno, che risuona nel caso, dimenticata».

Opposto, tanto per sonorità che per background è l’ultima pièce in programma, ovvero la Cuban Overture di George Gershwin. Formatosi nelle strade della New York di inizio secolo, Gershwin guarda «con una punta di soggezione ai maestri della tradizione europea», fondendo insieme le sonorità del suo mondo – ed anche in questo caso fondamentale l’ispirazione sull’autore dal soggiorno nel Paese da cui la composizione deve il nome – e che si inserisce in un contemporaneo interesse dei compositori nordamericani verso la musica latinoamericana (chi, ascoltando Cuban Overture, non vi ha riconosciuto i ritmi incalzanti della nota canzone Alma Llanera di Pedro Elías Gutiérrez?).

A dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico di Cagliari, il Maestro Arthur Fagen, nome già noto al pubblico cagliaritano per aver diretto, nel 2007, Un Ballo in Maschera di Verdi, e che vanta all’attivo importanti lavori con l’Opera di Atlanta (di cui è Direttore Musicale dal 2010), Vlaamse Opera, Queens Symphony Orchestra, Orchestra Filarmonica di Dortmund, e con la Jacobs School of Music a Bloomington (Stati Uniti d’America), ove insegna. Buona la prova dell’Orchestra e dei solisti Francesca Zanatta (soprano) e Alessandro Carta (baritono). Purtroppo, come lamentato per lo scorso evento, meno convincente è apparso il Coro, diretto dal Maestro Giovanni Andreoli: sarà, anche stavolta, un problema legato alle circostanze? Non ci resta che aspettare al prossimo appuntamento, in scena al Parco della Musica il 13 e 14 agosto, per i Carmina Burana di Carl Orff – anch’essa, come da titolo, opera in cui il coro è (in teoria) grande protagonista.