Un viaggio notturno guidato da Giuseppe Finzi

Terza serata del Classicalparco 2020, in programma Farué, Ravel, Debussy e Dukas

1 Agosto 2020 -

Un terzo appuntamento, quello di ieri sera 31 luglio, in replica stasera 1° agosto alle 21.00, del Classicalparco 2020 dal gusto fantastico, evocatore di «antiche memorie e viaggi in atmosfere notturne e magiche» (Mezzina).  

In programma importanti pagine, a cavallo tra Ottocento e Novecento. In avanscoperta la Pavane op. 50  (1887) per orchestra e coro di Gabriel FauréSegue la suite di Ma Mère l’Oye (1908) di Maurice Ravel: composta da cinque movimenti (pièces enfantines), ispirata più o meno direttamente dall’omonima raccolta di fiabe di Perrault (ma il quarto movimento, Les entretiens de la Belle et de la Bête, deriva dal racconto di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont), Ravel riesce a costruire un immaginario, neanche troppo classico, di sensazioni ed emozioni talvolta contrastanti: angoscia, stupore, nostalgia lavorano sinergicamente per risolversi nell’apoteosi de Le Jardin Féerique, una «primavera sonora» che si sviluppa in un crescendo, culminante in un radioso e breve finale, quanto la stagione stessa.  

E la serata continua sulle note dei Trois Nocturnes L. 98 (1899) di Claude Debussy, composizione dal titolo decorativo – lo specifica l'autore stesso nel programma di sala della prima esecuzione, del 1900 – che si discosta tanto dalla forma romantica del notturno, quanto più in generale dalla composizione sinfonica ottocentesca, preferendo «sovrapposizione di idee rispetto al loro lungo sviluppo» (Mezzina).  

Ma se le impressioni e immagini astratte dipinte tanto da Fauré quanto da Debussy e Ravel, possono a tratti risultare poco fruibili ad un vasto pubblico, di certo più accessibile è l’ultimo brano in programma: L’apprenti sorcier (1897) di Paul Dukas – la quale memoria è sicuramente legata al film d’animazione della Disney del 1940 FantasiandrQui una storia è presente, ben udibile, quella di Goethe intitolata Die Zauberleihrling. Con Dukas «il brano segue alla lettera la sua fonte letteraria e gli episodi musicali si susseguono narrando ogni stanza della ballata nell’ordine esatto» (Mezzina).  

Quello che abbiamo ascoltato è stato, dunque, un programma estremamente raffinato, un paesaggio sonoro ricco, dove il Maestro Giuseppe Finzi, con grande sapienza, ha saputo guidare il pubblico in un intenso viaggio notturno, dove anche la calura estiva di queste giornate pareva esser ritratta.