Un Ritorno sensazionale

Sold out per Anna Tifu: «Per me è un’emozione doppia suonare a Cagliari»

17 Ottobre 2020 -

Secondo appuntamento, secondo concerto per Autunno in Musica 2020: una serata doppiamente eccezionale che vede il ritorno della violinista sardo-romena Anna Tifu, assente dal palcoscenico del Teatro Lirico dal 2016del direttore d’orchestra il Maestro Gabriel Chmura. 

Anna Tifu, nata a Cagliari, ha iniziato a studiare violino a sei anni sotto la guida del padre. A otto anni inizia ad esibirsi in pubblico e vince il primo premio con Menzione Speciale di Merito alla Rassegna di Vittorio Veneto. A undici debutta come solista con l’Orchestre National des Pays de la Loire e a dodici anni alla Scala di Milano con il Concerto n. 1 di Bruch. Si diploma appena quindicenne al Conservatorio di Cagliari, con il massimo dei voti e menzione d’onore. Studia con Salvatore Accardo, Aaron RosandShmuel Ashkenasi, Pamela Frank. Segue un’importante carriera professionale internazionale, che la vede protagonista di importanti impegni con prestigiose orchestre quali Simon Bólivar Orchestra del Venezuela (con la conduzione di Gustavo Dudamel), l’Orchestra dell’Accademia Santa Cecilia (diretta da Yuri Temirkanov), l’Arena di Verona, Teatro Carlo Felice (Genova), La Fenice (Venezia), Filarmonica Arturo Toscanini, KZN Philarmonica (Durban), Filarmonica del QatarStuttgarter e Dortmunder Philharmonikernonché al fianco di importanti direttori d’orchestra come Lü Jia (che per il teatro cagliaritano ha diretto i Pagliacci), Giampaolo Bisanti, Gérard KorstenHoria Andreescu.

E per una serata tanto speciale, non potevano mancare pagine musicali di straordinaria bellezza: la Sinfonia n. 9 in mi minore "Dal Nuovo Mondo" op. 95 (1893) di Dvořák e Concerto n. 1 per Violino e Orchestra in la minore op. 77 (1947) di Shostakovich.

La prima, composta dal compositore ceco nel periodo che lo ha visto direttore del Conservatorio Nazionale di New York – posizione offertagli dall’influente Jannette Thurber, lei stessa tra i fondatori dell’istituto musicale. Il titolo stesso (nell'autografo "Z Nového Světa") evidenzia l’influenza della cultura americana in chiave nazionalista. Dvorak stesso era sostenitore della prospettiva culturale nazionalista, ed arriverà a comporre uno «spazio variegato in cui le strutture formali tipiche della cultura sinfonica europea ospitano temi che si ispirano a tre tradizioni, integrate in un equilibrio quasi favoloso nell’unità espressa dall’intera composizione» (M. Mezzina). Queste tre tradizioni a cui si fa riferimento sono quella afroamericana, nativa americana e quella ceca. Una miscela tanto efficace quanto dirompente, che ben evidenzia la natura stessa del Nuovo Mondo.

La seconda - che vede Anna Tifu come solista - il Concerto n. 1 per Violino e Orchestra in la minore op. 77 (1947) del compositore sovietico, dovette aspettare sette anni per poter vedere la sua pirma assoluta. Causa di ciò l’ostracismo culturale dell’epoca stalinista, reso particolarmente opprimente dal ministro della cultura Andrej Zdanov proprio in quegl’anni. Shostakovich era cosciente che la sua composizione non sarebbe stata accettabile: «troppo individualista, complicata, atonale» e «incomprensibile perché il minimo denominatore del pubblico musicale sovietico potesse apprezzarlo facilmente» (M. Mezzina). Quel che deriva è un’atmosfera cupa dove, comunque e inesorabilmente, i temi si liberano «portando con sé un grande dolore» (M. Mezzina). La forza dirompete del violino solista – che richiede all’esecutore uno sforzo fisico notevole – impeccabilmente interpretata dalla Tifu, esprime tutta la virtuosità dello strumento in un «violinismo titanico». 

Non solo un concerto fine a sé stesso, ma un evento del quale avevamo bisogno per sentirci vivi, per sentirci uniti in questo periodo di grande incertezza e precarietà. Grande merito va al Maestro Gabriel Chmura per aver diretto in maniera brillante l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari. Ad Anna Tifu – che chiude la serata con Les Furies della seconda sonata di Eugene Ysaye come bis –, amatissima dal pubblico cagliaritano, sono riservati interi minuti di ovazione, sotto il grido «Barava!» della platea.  

Stasera, sabato 17 ottobre, la replica alle ore 19.00.