La riscoperta della vitamina D nella prevenzione e cura di tante patologie

5 Agosto 2016 -

La vitamina D era conosciuta in passato come "vitamina della luce solare" poichè si era osservato che risultava l'unica terapia efficace per i malati di tubercolosi (creazione ospedali elio terapici) dato che dopo l'esposizione si era stata notata una correlazione con un netto miglioramento della patologia.

Negli ultimi anni la stessa sta assumendo un ruolo determinante nella prevenzione e cura di tante patologie.

La fonte principale della vitamina D è proprio il sole, per cui esponendosi ogni giorno almeno 20 minuti in modo corretto la nostra pelle produce l'80 % del suo fabbisogno giornaliero.

Purtroppo, i ritmi di vita odierni ci vedono spesso rinchiusi negli uffici, e nei centri commerciali, rispetto ai nostri nonni, portandoci così a fare 'scorta' di detta vitamina solo nel periodo estivo quando i 'ricettori' della nostra pelle sono in grado di convertire la luce del sole in vitamina D (per chi può recarsi al mare quotidianamente). 

La vitamina D, se da un lato, può essere considerata una vera e propria vitamina (infatti circa il 20% del suo fabbisogno lo possiamo recuperare tramite l’alimentazione), dall’altro, una volta che si trasforma nella sua forma attiva, agisce come un ormone, capace di regolare diverse funzioni del nostro organismo.

Quando si parla di vitamina D, in realtà si parla di un insieme di molecole a differente attività biologica, cioè di due sostanze liposolubili. Il metabolita attivo della vitamina è l’1,25-diidrossicolecalciferolo [1,25(OH)2D3] o calcitriolo, che viene prodotto attraverso una serie di passaggi enzimatici a partire dalle due forme principali di vitamina D, che sono: il colecalciferolo o vitamina D3, e l’ergocalciferolo, o vitamina D2.

Il colecalciferolo (vitamina D3), deriva dal colesterolo ed è sintetizzato dagli organismi animali, mentre l’ergocalciferolo (vitamina D2) deriva dall’ergosterolo ed è presente nei vegetali.

Come ottenere la vitamina D3

Ci sono tre modi, l'ultimo dei quali si ritiene complementare ai primi due.
  • esposizione ai raggi ultravioletti più corti (UVB);
  • integratori di vitamina D3;
  • assunzione di cibi contenenti vitamina D.

I 10 alimenti più ricchi di vitamina D

  • Fonte: Food Standards Agency (2002). McCance and Widdowsons’s The Composition of Foods, 6th summary edition. Cambridge: Royal Society of Chemistry
    Alimento Vitamina D (µg per 100 g)
    Olio di fegato di merluzzo 210.0
    sgombro, crudo 8.2
    Salmone, crudo 7.1
    Salmone, grigliato 5.9
    Tuorlo d’uovo 4.9

Vitamina D: funzioni (effetti della carenza e dell'eccesso)

La carenza di vitamina D ha effetti negativi anzitutto sulle ossa, dato che la sua mancanza può essere causa di rachitismo nei bambini oppure osteomalacia negli adulti, oltre a favorire l'osteoporosi. La mancanza della stessa provoca un malassorbimento del calcio nel tratto intestinale e una ritenzione di fosforo a livello renale.

Inoltre, una carenza di vitamina D ha effetti negativi anche su altre strutture organiche, in particolare sui muscoli (provocando lo sviluppo di malattie autoimmuni) e la stessa può perciò essere di aiuto alla terapia convenzionale dato che può modulare e ridurre la produzione di autoanticorpi e delle citochine infiammatorie.

Recentemente, si è evidenziata l'importanza della vitamina D per rafforzare il sistema immunitario; è stato infatti osservato in diversi studi scientifici che una carenza di vitamina D si associa a una possibilità maggiore di essere soggetti alle infezioni virali e batteriche, ma il dato più rilevante consiste nell'associare la carenza di vitamina D e alcuni tipi di neoplasie di cui la stessa può migliorarne il decorso, inducendo la morte cellulare delle cellule tumorali attraverso l’apoptosi, cioè il 'suicidio' programmato delle cellule tumorali.

Il dosaggio (livello) di vitamina D di ogni persona deve essere sempre verificato con appositi esami ematologici da farsi prescrivere dal proprio medico di base, per sopperire in caso di carenza con opportuni integratori da prendere in farmacia, oppure in erboristeria disponibili in compresse, capsule, gocce o liquidi. La maggior parte di essi riporta la dicitura "vitamina D3", e la dose di prodotto viene indicata in unità internazionali (UI). 

Va ricordato che nel caso di eccessiva somministrazione di vitamina D si potrebbe determinare un quadro di intossicazione da vitamina D con sintomi quali: nausea, diarrea, poliuria, perdita di peso, ipercalcemia, ipercalciuria, nefrocalcinosi, ridotta funzione renale e calcificazione dei tessuti molli.

Dosaggio giornaliero della vitamina D3 secondo l'OMS

Secondo l'Organizazione Mondiale della Sanità (OMS) ognuno di noi dovrebbe esporre la faccia e le braccia alla luce solare "per almeno 30 minuti al giorno – evitando di bruciarsi – per ottenere una produzione adeguata di vitamina D.2 Qualunque eccesso di questa vitamina liposolubile prodotto durante l’estate può essere conservato nel tessuto adiposo per un utilizzo successivo. Non è possibile ottenere troppa vitamina D dall’esposizione ai raggi solari a causa di un meccanismo di autoregolazione che porta alla riduzione calore-indotta in analoghi inattivi della vitamina D". 

Le riserve di vitamina D normalmente non durano oltre la stagione invernale e alle latitudini europee la luce solare non è forte abbastanza durante l’inverno per produrre quantità soddisfacenti di vitamina D3. Pertanto, l'OMS raccomanda i seguenti dosaggi giornalier: 5 µg (≥ 200 Unità Internazionali (UI)) per i bambini e gli adulti fino a 50 anni (comprese le donne gravide e in allattamento); 10 µg (400 UI) per gli adulti tra i 51 e i 65 anni; 15 µg (600 UI) dai 65 anni in poi.

Questionario: per scoprire se si ha carenza di vitamina D (se si è soggetti a rischio per abitudini e stili di vita), con l'accorgimento di rivolgersi sempre al proprio medico di base per la prescrizione delle analisi-dosaggio per valutare l'esatto livello di D3-25 (OH) presente nel sangue: https://vitaminad.it/scopri-se-hai-poca-vitamina-d/

Bibliografia per approfondimenti

https://www.unipd.it/uniscienze/articoli/doc/vitamina_d.pdf

https://www.medicalsystems.it/wp-content/uploads/2015/09/231_Vitamina-D_Web.pdf

Soram Khalsa, I poteri curativi della vitamina D, Macro Edizioni, 2013.

Link

https://www.vitamindcouncil.org​ (Vitamin D Council", ente USA no profit e non governativo fondato nel 2003 dal Dr. John J. Cannell, uno dei ricercatori di maggior livello in questo campo).

https://itunes.apple.com/it/app/d-minder-pro/id547102495?mt=8 (l'applicazione da scaricare sui cellulari per capire se dove vi trovate sia attivata la vitamina D -in base all'altitudine che indicherete, perciò esposizione ai raggi solari-, con ulteriori dati, sul vostro peso, età, etc).

Tiziana MORI

 

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