Un Classico Oltre il Classico

Dopo sette anni, il grande ritorno de "i Pagliacci" di Leoncavallo

29 Febbraio 2020 -

Secondo attesissimo appuntamento della Stagione di Lirica e Balletto 2020 del Teatro Lirico di Cagliari, Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, assente dalla scena cagliaritana dal 2013, e dedicata alla memoria di Marcello Giordani (scritturato nel ruolo di Canio, ma venuto prematuramente a mancare il 5 ottobre 2019) torna con decisione in calendario. Come nelle stagioni 1893 e 1899, è rappresentata da sola.

Opera, che a Cagliari è alla sua quattordicesima produzione dal 1893 (va in scena al Teatro Cerruti, un anno e mezzo dopo la prima assoluta, ndr.), è ben nota al grande pubblico, con essa anche la trama travolgente ed inquietante: «infondo vesti la giubba chi non se l’è mai canticchiata anche passeggiando per strada» dice la musicologa Carla Moreniin conferenza stampa.  

L’allestimento - originale del Teatro Regio di Torino (ma era originariamente previsto un nuovo allestimento del Lirico in coproduzione con Rai Culturandr.) – ci propone un’ambientazione post-bellica, sul finire degli anni Quaranta, con gli inconfondibili segni della guerra. L’evocativa scritta Vincere, nel muro trivellatoè metafora ora del regime fascista, ora dell’intera storia dei Pagliacci: Nedda (Rachele Stanisci), moglie di Canio (Walter Fraccaro), capocomico di una compagnia di comici dell’arte (e per definizione itineranti), pagherà con la sua vita una tanto agognata libertà: libertà di amare Silvio (Andrea Borghini) e vivere una vita non più fatta di maschere. E sebbene durante il primo atto ci vengano mosse delle premesse – come in Vesti la Giubba: «La gente paga e rider vuole quà. E se Arlecchin t’invola Colombina, ridi, Pagliaccio... e ognuno applaudirà!» - le stesse saranno destinate ad esser infrante dalla collera di Canio per l’onore perduto, senza dubbio alimentato da un sadico Tonio (Marco Caria). Inutile sarà l'intervento del compagno Peppe (Matteo Falcier).

Le scene e costumi di Paolo Ventura, la preziosa la regia di Gabriele Lavia, ripresa a Cagliari da Daniela Zedda, le luci di Andrea Anfossi, riprese da Andrea Leddahanno contribuito a dare nuova vita a un grande classico, evitando di cadere nella banalità, in quel "già visto" e poco originale che inevitabilmente si cela dietro ogni opera di repertorio.

Si conferma, ancora una volta, la grande professionalità dell’Orchestradiretta dall’energico Maestro  Jia, direttore principale della China National Center for the Performing Arts Orchestra, nonché del Coro del Teatro Lirico, diretto, di consuetudine, dal Maestro Donato Sivo