Osteoporosi come possibile spia di patologie ematologiche “Implicazioni multisciplinari”

Intervista alla prof.ssa Maria Teresa Petrucci

23 Marzo 2017 -

Prof.ssa Maria Teresa Petrucci 

 

-Dirigente Medico, Ematologia Dipartimento di Biotecnologie Cellulari ed Azienda

Policlinico Umberto I,  Università La Sapienza, Roma;

-Membro del Board GIMEMA WP Mieloma; 

-Attività di ricerca clinica nell’ambito di protocolli clinici di studio nazionali ed internazionali,

in qualità di Investigatore Principale e Co-investigatore;

-Docente presso  la Scuola di Specializzazione in Ematologia Nuovo Ordinamento

Università La Sapienza, Roma-   

-Intervista (a cura di Tiziana MORI)-
 
 
  • 1) Osteoporosi come possibile spia di patologie ematologiche: quali esami specifici possono confermare la diagnosi?

    L’osteoporosi, come noto, può interessare numerose persone soprattutto individui in età più adulta. E’ sempre più un problema sociale che richiede senza eccezione un corretto inquadramento. Anche se in percentuale minima può essere uno dei segni di altre patologie quali ad esempio anche problematiche ematologiche. Una corretta diagnosi permette di intervenire in modo appropriato le analisi di, così detto primo livello, possono essere: emocromo con striscio di sangue periferico, VES, elettroforesi delle proteine del siero, proteinuria delle 24 ore, creatininemia, calcemia, uricemia, LDH per poi approfondire in base ai risultati ottenuti.

  • 2) Si parla tanto di vit. D3 come supporto nell'osteoporosi e anche del silicio che spesso i medici prescrivono alle pazienti dopo i 50 anni. Ritiene che tali integratori possano essere assunti anche dai pazienti con malattie ematologiche sia in prevenzione sia in caso di diagnosi di lesioni ossee?

    Sì, nessuna controindicazione in generale, poi sarà da valutare caso per caso per stabilire anche le possibili interferenze con altri prodotti assunti, cosa che farà il medico che si prende cura del singolo paziente. E’ buona regola, infatti, segnalare al curante tutto ciò che viene assunto.

  • 3) Nel suo intervento ci ha parlato di diversi farmaci di nuova generazione nella cura del mieloma multiplo. A che punto è la ricerca? Ritiene che in futuro sia possibile portare ad una "cronicizzazione" della malattia per tali pazienti? 

    Negli ultimi 15 anni tante sono state le molecole approvate e quindi adesso prescrivibili per il trattamento del mieloma multiplo oltre alle tante in valutazione. Considerando i numerosi progressi che si sono fatti non è una illusione parlare di cronicizzazione della malattia se non addirittura di guarigione, in un futuro speriamo non lontano, come è già accaduto per altre patologie ematologiche.

  • 4) Anemia carenziale e alimentazione: quali suggerimenti sente di dare a chi ne soffre, in termini di integrazione e alimentazione più adeguata a superare tale status?    

  • Credo che una delle cose più importanti sia una dieta appropriata intendendo la necessità di introdurre tutti gli elementi (proteine, grassi e zuccheri) necessari per il corretto equilibrio delle singole cellule, tessuti ed organi compresi quelli del sistema emopoietico. Sempre più vediamo problematiche come anemia, che richiede una corretta diagnosi differenziale, potendo essere spia di malattie anche del midollo osseo, nella maggior parte delle volte dovute a carenze alimentari legate a diete sbagliate soprattutto nelle donne in età adolescenziale.  

L'intervista fa riferimento alla tematica esposta dal relatore durante il Corso di Aggiornamento Internazionale "Alimentazione e multidisciplinarietà" svoltosi a Roma il 10 e l'11 marzo 2017, c/o la Sala Conferenze dell'Ordine dei Medici di Roma, via A. Bosio, 19/a.

Coordinatore: Prof. Nicola Illuzzi; Responsabile Scientifico: Prof. Vincenzo Aloisantoni

Tiziana MORI

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