Un Flash Mob contro la Legge Madia

Per salvare la Forestale

20 Agosto 2015 -

Un flash mob in rete contro la Legge Madia per la cancellazione del Corpo forestale dello Stato, è in atto dal 7 agosto da parte di un gruppo ben nutrito di dipendenti del Corpo forestale dello Stato, in servizio e in pensione, da parte dei loro familiari, riuscendo persino ad includere in questa battaglia anche cittadini comuni e tante associazioni ambientalistiche del terzo settore, tutti uniti per contestare l'iter della Legge Madia volto a cancellare il Corpo Forestale dello Stato.

Con l'hashtag #salviamolaForestale è iniziato un bombing alle ore 12 di post e Tweet per informare chi ancora non lo sapesse, su quali saranno gli effetti della riforma, e cosa accadrebbe senza il lavoro nel territorio italiano dei professionisti della Forestale, con le loro numerose competenze.

Tanto per citarne alcune: attività preventive e repressive in materia di tutela giuridica dell’ambiente, tutela della salute pubblica, tutela degli animali e tutela del patrimonio agroalimentare.

Dialogando in rete tra i membri del gruppo facebook Salviamo la Forestale ( quasi 9.000 iscritti che aumentano di giorno in giorno) ho potuto riflettere su tanti aspetti.

Io, ad esempio sono l'orgogliosa figlia di un Forestale, appassionato del suo lavoro che ha trasmesso a me e ora, a suo nipote, un amore incondizionato per la natura in tutte le sue forme.

Ma non sono la sola a vivere questa situazione.

E chiacchierando in rete, con i miei nuovi compagni di questa sacrosanta battaglia, ho ripensato a tutti i luoghi in cui, forse non ci rendiamo conto che operano i Forestali.

Magari se vi cito quelli più famosi, riuscite ad immedesimarvi di più, e darci una mano a condividere anche il flash mob, e le varie battaglie che il gruppo porta avanti da più di un anno a questa parte. Mi viene in mente ad esempio, il Bioparco di Roma: cosa diremo ai bimbi che si recano nella zona dove viene spiegato il compito della forestale per il rispetto della Convenzione CITES (Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione)?

In quel padiglione imparano ad esempio, che grazie alla Forestale nessuno può catturare e rivendere animali in via di estinzione, o farne oggetti tipo, tamburi (con la corazza della tartaruga).

Oppure, cosa diremo ai tanti scout italiani, novelli 'giovani marmotte', se non avranno più degli esempi di professionisti da seguire?

Per cosa si iscriveranno ad esempio, all'Agesci, se non potranno divenire Forestali?

E non dimentichiamo la piaga degli incendi ( che in tante regioni italiane è una delle attività che vede maggiormente presenti i forestali nel periodo estivo), oppure, le attività volte a combattere il bracconaggio.

La Forestale è nata nel 1822 proprio per espletare le suddette funzioni.

Su Wikipedia stanno già anticipando i tempi, dando per scontato che verrà accorpata ai Carabinieri.

Noi, lottiamo invece, perché ciò non avvenga, e  perché le peculiarità e competenze svolte, devono consentire che rimanga una forza di polizia autonoma.

È vero che siamo in periodo di 'rottamazione', ma credevo che fosse riferita ai politici corrotti che hanno governato questo paese, e non a dei lavoratori in divisa che tutelano con senso di onestà l'ambiente e il territorio in cui viviamo.
Per cui: #salviamolaForestale

Tiziana Mori