Recensione "Kafka sulla spiaggia" Murakami Haruki

30 Dicembre 2017 -

"E così il denaro sei riuscito a trovarlo ?"- chiede il ragazzo chiamato Corvo.

L'eclettico Murakami apre in questo modo il suo "Kafka sulla spiaggia", bestseller della letteratura contemporanea dall'incipit assai curioso. 500 (e forse più) pagine di mero surrealismo, per colui che da molti è stato definito uno scrittore da premio Nobel. Sopravvalutato?! Forse, a seconda dei pareri e del gusto personale di ognuno di noi. Sta di fatto che è sempre molto difficile valutare uno scrittore sulla base di un'unica sua opera, e ciò che un libro può suscitare è, chiaramente, sempre molto soggettivo.

Per gli amanti del genere , il surrealismo che subentra fin dalle prime righe è sicuramente semplice e rilassante, per gli altri spiazzante e dall’impatto decisamente forte.Ma una cosa è certa: questo surrealismo, elemento chiave, e il suo stesso impatto, sono decisivi ed incisivi per Nakata,Tamura Kafka, e le loro vicende.

Si tratta , con tutta probabilità, di una scelta stilistica corrispondente al tentativo, da parte dell’autore,di riportare elementi tipici della sua cultura di appartenenza all'interno di una trama complessa, col rischio di scivolare nell'ermetismo più assoluto.

Lo sfondo in cui si muovono i due protagonisti principali è caratterizzato da descrizioni fisiche e spazio-temporali alquanto dettagliate e precise, in cui luoghi fisici e luoghi dell'anima s'intrecciano,incastrandosi perfettamente tra loro. Più difficile e contorto è ,invece, l'incastro tra i personaggi, dove  compaiono parallelismi di vissuti e vicissitudini, collegati da un filo invisibile , che difficilmente potremmo definire un filo logico.Tamura Kafka è giovinezza, determinazione e spirito di adattamento, in un mondo che gli sta stretto ,nei  confronti del quale sente il profondo desiderio di fuggire. Guidato dalla sua voce interiore, che si materializza nel "ragazzo chiamato Corvo", compie un viaggio reale ai limiti del fantastico, durante il quale acquisterà consapevolezza di sé e Delle proprie origini. Tutto questo, tramite l'incontro con una serie di personaggi che incrociano il suo cammino , ognuno dei quali con una storia da raccontare ed un ruolo ben preciso. Nella narrazione e nella vita del giovane Kafka.

Interessante e curioso è notare come il piccolo esploratore del suo animo non incontri mai personalmente il vecchio signor Nakata. Costui è l'emblema dell’irrazionale : agisce e si rapporta con gli altri su base istintiva, si definisce "poco intelligente", al punto da far sorgere in chi lo incontra il dubbio se ci sia o ci faccia. In Nakata è racchiuso il fulcro e la chiave di tutto: egli rappresenta infatti l'apoteosi del surrealismo in tutta la sua essenza. E mentre Tamura Kafka seduce con la freddezza e la lucidità di chi si muove abilmente lungo un percorso in cui, ad ogni tappa si aggiunge un tassello mancante alla costruzione della propria identità di uomo, il signor Nakata, nella sua ingenuità pressoché infantile, cerca un riparo dalla realtà che lo opprime, e di cui egli stesso ha paura, non avendo controllo sulle proprie azioni.

Analisi psicologiche sottili e profonde riflessioni sul senso della vita si celano dietro a metafore che periodicamente ricompaiono lungo tutto l'arco della narrazione, come a riportare il lettore sulla retta via, incentrando l'attenzione sull’illusione e la speranza di una trama più "concreta", più facilmente accessibile a tutti. La dimensione temporale è caratterizzata da brevità e intensità, con un tempismo perfetto dei personaggi. Si ha la sensazione che tempi relativamente molto brevi vengano dilatati a volte a dismisura.

"Kafka sulla spiaggia" è , complessivamente, ciò che io amo definire un "brainstoming letterario" a tratti prolisso, senza dubbio unico nel suo stile ed esempio di letteratura con la L maiuscola nel linguaggio.