Inside Magritte

25 Gennaio 2019 -

Spazio e allestimento

La Fabbrica del Vapore è uno spazio di aggregazione milanese che promuove attività artistiche e culturali della più varia natura.

Entrando, alcuni caratteri distintivi dell’artista prendono vita diventando oggetti fisici. Al centro della sala un’enorme bombetta, presente in diversi quadri dell’artista tra cui Il figlio dell’uomo (anche in locandina) e Golconda, a cui viene dedicata un’intera parete. Si assiste alla pioggia di uomini omologati, le cui figure pendono fuori dal paesaggio di tipiche abitazioni belga, dando l’idea di tridimensionalità e movimento a quest’opera. L’impero delle luci ricopre un’altra parete, accanto alle riproduzioni di Evening Falls e La Chiave dei Campi: due delle opere in cui i quadri che si confondono con il paesaggio visto da una finestra cadono a pezzi come se la tela fosse fatta di vetro.

L’artista

René Magritte inizia la sua carriera come grafico per guadagnarsi da vivere. Subisce le prime influenze futuriste e cubiste, da cui trarrà riflessioni sulla sovrapposizione di diverse figure nello spazio per rendere dinamismo e simultaneità, insieme al necessario confronto con la bidimensionalità della tela. L’artista belga attraversa la svolta surrealista con l’influenza di de Chirico – in particolare con la visione dell’opera Canto d’amore - e i contatti con Breton, leader del movimento surrealista, di cui Magritte diventerà poi uno dei massimi esponenti.

Tutte le tappe della biografia e dello sviluppo artistico del pittore belga - insieme al periodo francese, il periodo vache e la rassegna al MoMA di New York che lo portò alla fama negli anni Sessanta - vengono ripercorse attraverso l’uso di schermi e proiettori nella seconda sala di Inside Magritte.

Tra le opere più iconiche dell’artista: La Trahison des images, raffigurante la celebre pipa insieme a una didascalia che gioca sui paradossi semiotici del rapporto tra parola, immagine, segno grafico e significato che iniziano con Ferdinand de Saussure; Gli amanti che si baciano con il volto coperto da dei teli che dovrebbero rimandare al trauma infantile dell’artista, subìto quando la madre suicida venne ritrovata annegata nel fiume, soffocata dalla sua camicia da notte.

Digital exibition: il format espositivo

Il cuore dell’esposizione si trova nella Sala immersiva, che – insieme a una sala interamente costituita di specchi - trascina il visitatore in un caleidoscopio di immagini e suoni proiettati su maxischermi ad alta definizione che rendono animato l’universo pittorico dell’artista dalle pareti al pavimento.

Diversamente da altri artisti, lo stile statico di Magritte non si presta particolarmente alle esposizioni multimediali ed animate. Nonostante il fascino che possa esercitare una mostra monografica su tale artista, che fornisce la possibilità di approfondire la sua figura, il pittore belga sembra perdere qualcosa se disgiunto dalle sue tele. Inside Magritte riesce però a innescare importanti riflessioni sulla direzione che stanno prendendo le nuove forme d’arte sempre più intrecciate alla tecnologia.

Giulia Doneddu

Mostra visitata il 22 ottobre 2018

9 ottobre 2018 – 10 febbraio 2019

Inside Magritte, emotion exibition

Fabbrica del Vapore, Milano

A cura di Julie Waseige, promosso dal Comune di Milano, ideato e firmato da Crossmedia Group – Hepco insieme a 24 ORE Cultura

https://www.insidemagritte.com/