Cagliari, la mostra SANTISSIMI all' EXMA

Fino al 16 settembre

13 Settembre 2018 -

Corpi senza identità che si fondono, raccontano l’umanità che ci accomuna e il suo mutamento negli attimi sospesi tra vita e morte. Il crudo e disturbante iperrealismo dei SANTISSIMI evidenzia stranezze e quotidianità.

Il duo artistico - composto da Sara Renzetti e Antonello Serra – smentisce ogni tipo di pregiudizio sull’arte contemporanea, spesso criticata per trattare temi astratti e difficilmente recepibili a primo impatto. Osservando una tela bianca con un solo punto o di fronte ad un oggetto apparentemente casuale posto al centro di una sala di qualche museo, viene spontaneo pensare "questo potrei farlo anch’io".

Unendo profondità concettuale e tecniche plastiche sbalorditive, i SANTISSIMI realizzano sculture in silicone così realistiche da illudere di avere di fronte vera carne. È possibile riconoscere la trama delle vene sotto la cute delle figure da loro create per esprimere la complessità dell’essere umano, resa attraverso un iperrealismo che porta a mettere in discussione la comune visione del sé e dell’altro, focalizzando l’attenzione su ciò che ci unisce: l’umanità stessa.

Frutto di una ricerca artistica iniziata nel 2009, la mostra dei SANTISSIMI -  organizzata in otto tappe - è curata da Simona Campus, direttrice artistica dell’EXMA di Cagliari, che ospita l’esibizione fino al 16 settembre.

LE CONVENZIONI SOCIALI E IL MISTERO DELLA MORTE

"In vivo", dal latino "nel vivente": due sculture riproducono figura maschile e femminile a grandezza naturale, sopraelevate da una piattaforma. La precisione dei loro dettagli è nascosta da un involucro in plexiglass appannato. I visitatori sono invitati a bagnarsi le mani e passarle sul materiale per renderlo meno opaco, nel gesto simbolico di spezzare le catene sociali che rendono difficile la comunicazione tra uomo e donna. In "Requiem (Memento mori)" il plexiglass opaco è usato per comunicare il mistero della morte ostacolando la visione di cinque volti incorniciati, riprendendo l’usanza di fine ‘800 di fotografare le persone nei primi attimi dopo la morte.

RESINA: TRA SPAZIO VUOTO E COMMEMORAZIONE FOSSILE

In "Horror vacui" (dal latino "paura del vuoto") un gioco di prospettive e materiali porta l’occhio umano a completare una figura scomposta in quattro blocchi celando lo spazio vuoto. In "Natural history" piccole statue nella resina conducono attraverso deformazioni, androginia, vecchiaia e arti mozzati. "Omnis" - un archivio di feci conservate in resina - è esibito come canto alla vita, alla fisiologia e all’uguaglianza, per accogliere come normale tutto ciò che è umano.

CORPI INFORMI E MIGRAZIONI

"Migrants" è un autoritratto che mima pose da uccelli in migrazione, tema affrontato anche in "Epave" (dal francese "relitto") con le coordinate dell’isola di Lampedusa nella didascalia: figura umana accasciata con due braccia e quattro gambe; un organismo collettivo che si scompone rivelandosi somma di corpi. Infine, "Mom": massa di carne informe sospesa da una corda, simbolo sia di sostegno che di strozzatura in un istinto di protezione che richiama la nascita, circondato da uno sciame di mosche.

Giulia Doneddu

mostra visitata il 9 agosto 2018

dal 29 giugno al 16 settembre 2018

SANTISSIMI

a cura di Simona Campus

EXMA - Exhibiting and Moving Arts - Centro sperimentale per le arti e le culture contemporanee

Consorzio Camù - Centri d'Arte e Musei

Via San Lucifero, 71 – 09127 Cagliari

Orario: dal martedì alla domenica ore 10-13, 16-21

Ingresso: Intero €5, Ridotto €3

Info: tel. 070 666399; 3466673565; info@exmacagliari.com; www.exmacagliari.com