Intervista all' autrice del romanzo " Era mio Padre" Storia di violenze e soprusi

La storia di Claudia Saba e il suo coraggio di raccontare...

22 Luglio 2016 -

Claudia Saba è nata a Capua 50 anni fa, vive e lavora a Latina.
Si occupa di vendite e consulenze immobiliari.
E' una counselor  e da' il suo aiuto alle donne che subiscono violenza.Ha una sua associazione che si occupa proprio di questo.
Il suo libro dal titolo "Era mio padre" finito di stampare nel maggio 2015 - Casa editrice: Diamond è il  racconto di un fatto realmente accaduto. Tra quelle pagine emerge la voglia di ascoltarsi, di capirsi, di reagire, di aiutare chi ancora non parla e subisce. 
Un cocktail di sentimenti, tenuti prigionieri per troppo tempo che eruttano dall’ anima con una consapevolezza ormai divenuta matura. Una voce che vuole essere quella di tante altre bambine e donne che adesso non sono in grado di parlare, non ne hanno la forza perchè prigioniere di un tunnel dal quale però si può uscire.
Ma cosa prova una bambina adorata e allo stesso tempo violentata dal padre? Quali sentimenti si porta appresso una volta divenuta donna? Cosa si prova a guardare negli occhi una madre che ha sempre saputo e sempre taciuto?
E’ un libro trascinante, coinvolgente che si lascia leggere tutto d' un fiato e che resta dentro.

Ambientato negli anni della sua adolescenza fino a diventare donna, moglie e madre.  Una bambina apparentemente serena, la prima della classe che non lascia trasparire la sua drammatica realtà. Succube per tanti anni di violenze e soprusi. Poi…  il coraggio di ribellarsi, di scappare, di ricominciare…

Ringrazio Claudia per aver accettato di rispondere alle nostre domande. 

"Era mio Padre" E’ un libro autobiografico?
Si, Era mio padre, è un libro autobiografico


Dopo tanti anni, cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
Il libro, in realtà, era finito già da due anni e chiuso in un cassetto.
ho iniziato a scriverlo, quando ho preso coscienza delle ferite nell'anima.
In quel momento, ho deciso, che non potevo tenerle ancora chiuse: dovevano uscire fuori dal buio in cui le avevo relegate, per paura, vergogna, e tanti sensi di colpa. È allora, che ho intrapreso  il viaggio dentro di me.
Ho sentito l'esigenza, di mettere su carta, le emozioni di quella bambina rimasta imprigionata, diventata poi una donna, senza radici. Avevo bisogno di dare luce alla parte di me che non avevo vissuto.


Come si sente un anima in crescita violentata?
Un anima in crescita abusata, non sente.
Dimentica .. Rimuove, per poter vivere almeno in apparenza


Perché spesso si mantiene questo segreto?
Per vergogna, per i sensi di colpa, per un tipo di cultura, che continua a vedere la donna, sempre unica colpevole


Cosa si prova per una madre che sa ma fa finta di nulla?
Rabbia, poi con il tempo, si prova a capire ed è lì, che ci si rende conto, si quanto l'animo umano sia fragile. Ho dovuto accettare questo, per andare avanti, cercando di perdonare.


Quando non ci sono termini di paragone un ladro può sembrare un Santo.  Cosa intendi con questa frase riportata nel tuo libro?
Se vivi  e cresci  esclusivamente con  persone inaffidabili,
O subendo violenza fisica e psicologica, senza amore, senza principi e valori, pensi che tutte le persone siano così. Non hai alcun metro di paragone è quindi, anche l'abuso diventa normale


Come mai hai impostato il libro in terza persona?
Perché in prima persona, sarebbe stato troppo doloroso. È il dolore, non mi avrebbe permesso di raccontare i fatti davvero importanti. Mettermi a guardare dall'esterno, mi ha permesso di scrivere, descrivendo lucidamente tutti gli eventi traumatici.

Quest’ esperienza che ti accompagna da sempre come un fantasma, in cosa ti ha ostacolato e danneggiato nel rapporto con gli altri uomini?
Ha falsato i rapporti.
Ho creduto e cercato amore, senza conoscere cosa fosse. Lo cercavo in una carezza, un abbraccio, ma in realtà, non l'ho mai provato. Non si può provare qualcosa che non sai neppure cosa sia..


Cosa ti aspetti da questa denuncia?
"Il libro vuole essere una denuncia, ma soprattutto un messaggio a tutte le donne che subiscono e che non hanno il coraggio di denunciare, a tutte le mamme che vedono, ma preferiscono tacere, a tutti gli uomini, che non sanno cosa prova una donna che si trova a subire. Ecco, vorrei che fosse letto, per dar modo a chiunque di riflettere.

 Cosa merita chi abusa di un bambino?
Chi abusa di un bambino, è una persona malata, che sicuramente ha subito a sua volta . Va denunciato e punito, ma
Anche isolato e curato.

Chi è Claudia oggi?
Claudia  oggi : è

 Hai perdonato?

Non credo che il perdono sia ancora possibile. Non ho odio, e questo è già un buon risultato che potrà, nel tempo, portarmi a perdonare .