Opera Lirica: Speciale Halloween

Gloria e Dannazione di Macbeth

1 Novembre 2019 -

Cosa c’è di meglio in una cupa serata di Halloween, se non andare all’opera, assistere ad una delle più affascinanti - ed inquietanti - opere teatrali che siano mai state composte? È proprio questo il caso. Il Teatro Lirico di Cagliari, con una brillante mossa di cartellone, propone una nuova produzione del Macbeth di Giuseppe Verdi, in un intrigante allestimento - del Teatro Lirico di Cagliari in coproduzione al Teatro Regio di Parma e al Teatro Stabile di Tbilisi (Georgia) - affidata alla regia dell’esperto Daniele Abbado. 

La trama – forse una tra le più note del panorama operistico, anche tra i non abituali – dall’omonima opera shakespeariana, ambientata in una Scozia lontana dell’XI secolo, tratta la storia di Macbeth, abile e fiero condottiero ai servizi di re Duncano di Scozia. Destinato ad un’inquieta esistenza terrena, viene a conoscenza da un gruppo di streghe del suo destino. Una Rise and Fall of Macbeth, potremmo dire citando trasversalmente David Bowie, dove la paura fa novanta.  

Quello che salta all’occhio dal libretto di Francesco Maria Piave e Andrea Maffei sono - in accordo con la tragedia del Bardo dell’Avon - le sorprendenti stanze narrative: dalla pioggia che, letteralmente, cade sulla scena, «al banchetto reale musicato come un sogno ensoriano». Tutto questo ci porta a vivere un viaggio nella psiche traumatizzata di Macbeth. La paura s’insidia in lui. Si sente costretto, come per liberarsi da un pesante fardello, di coinvolgere, appena ne ha la possibilità, la moglie. Sarà lei a prendere le redini del gioco, la vera fonte d’ambizione della coppia, che come una marionettista, muove il marito in un imprevedibile teatro dei pupi. Imprevedibile è un modo di dire. Il destino di Macbeth è scritto e non può cambiare. Questa predestinazione porterà lentamente Macbeth e Lady Macbeth alla follia. Il macchiarsi di crimini efferati è, ora, un’imperante necessità. Finché loro stessi non cadranno, colpiti dai rimorsi, nelle loro stesse trappole. 

La visione essenzialista di Abbado – assistito da Boris Stetka – in questa produzione "alla moda", che molto ricorda l’allestimento del Teatro La Fenice di Venezia, diretta da Damiano Michieletto (2018), ndr, propone ambientazioni fredde, sterilizzate, dal gusto industriale. Grandi teli di plastica creano un ponte tematico, connettendo la scena del Macbeth a quei medesimi ambienti di grandi mattatoi, dove i teli di plastica opachi attendono d’esser imbrattati dal sangue delle bestie. Una scena asciutta e privata di tutti i suoi ornamenti superflui, di modo che possa risaltare la figura umana, unica vera protagonista del dramma. L’austerità della scenografia è, però, piacevolmente smorzata dal rosso sgargiante dei drappi delle streghe, con i quali accolgono Macbeth e Banco (Atto I), nonché dai loro coloratissimi abiti, dal gusto kitsch (Atto III). Altrettanto di grande impatto è la realizzazione scenica dell’avanzamento della foresta di Birnam (Atto IV), l’espediente di mimetizzazione escogitato da Malcolm e Macduff. L’ottimo risultato scenico è senz’altro da ricondurre anche dallo strepitoso lavoro di Carla Teti (costumi), Angelo Linzalata (luci), Simona Bucci (movimenti coreografici).  

In questa produzione, in scena fino a domenica 10 novembre 2019, il podio è di Paolo Arrivabeni (già direttore musicale dell’Opéra de Wallonie, Liegi) che, con la sua grande esperienza e professionalità, non avrebbe potuto interpretar meglio la partitura verdiana. Sul palcoscenico, invece, figurano incredibili cantanti come Sebastian Catana (Macbeth), Emanuele Cordaro (Banco), Sonia Ganassi (Lady Macbeth, qui al suo debutto nella parte), Elena Schirru (Dama di Lady Macbeth), Stefano Secco (Macduff), Enrico Zara (Malcolm), Francesco Musinu (Medico), Giovanni Bellavia (Domestico di Macbeth/Sicario/Araldo). Nonché i giovani coristi del Coro di voci bianche del Conservatorio Lorenzo Ravastini (Prima Apparizione), Michela Sunda (Seconda Apparizione) ed Eleonora Cabras (Terza Apparizione), rispettivamente di 12, 13 e 14 anni, seguiti dal Maestro Enrico Di Maria. Come ormai da tradizione, di grande impatto il Coro del Teatro Lirico, diretto dal suo Maestro, Donato Sivo.

 

 

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