Don't Touch my Brain approda a San Teodoro

Le sagome colorate del proprio corpo per scrivere speranza sopra la violenza

20 Aprile 2017 -

L’arte come strumento per scrivere sopra la violenza con i colori della speranza, con i gessetti che disegnano le sagome del proprio corpo a terra e con la magia gli abiti da sposa da uomo e da donna appesi alle finestre! Si chiama Don’t Touch My Brain, ovvero non toccare la mia mente, è l’iniziativa lanciata dalla fotografa Sebastiana Falchi Martinez e dall’artista Nietta Condemi De Felice, per evitare ogni forma di violenza ancor prima che nasca, perchè non sia essa a prendersi la scena ma la gioia ed i sani principi. "Born in Sardinia e Made in USA" come spiega la Martinez, è il suo sogno sardo partito dalla California dove ora risiede la fotografa di origini sassaresi e approda il 21 aprile a San Teodoro, paese a cui lei è particolarmente legata. L’appuntamento è per le ore 9:00 in Piazza Gallura con rappresentazioni artistiche in strada ed il coinvolgimento di pubblico e varie scolaresche.

La giornata si chiuderà con un convegno al teatro comunale dove esperti invitati per la serata affronteranno il tema "La violenza e gli effetti collaterali sugli affetti e sulla società". Interverranno l’antropologo Bachisio Bandinu, la naturopata Patrizia Cossu, la scrittrice Giovanna Mulas, l’Avvocato del Foro di Nuoro Mariagrazia Corrias, la psicologa Carla Concas e la Presidentessa del Centro Anti-Violenza di Olbia Patrizia Desole. Il convegno sarà intervallato dalle letture degli attori Giovanni Carroni, Annalisa Uda e dalla poetessa Marella Giovannelli, coordina la giornalista e conduttrice tv Carmina Conte

ESEMPI POSITIVI. "Iniziamo con educare i nostri piccoli ad essere delicati e attenti perchè fin da bambini si abituino ad essere rispettosi verso il prossimo, dice Sebastiana Falchi Martinez, spesso imputiamo gli errori di nostro figlio alla società ma se lui prende una cattiva strada dipende soprattutto dall’  educazione ricevuta. Vorrei che istituzioni scuola e famiglia formassero un triangolo perfetto, una rete che permetta di scardinare attitudini violente fin dai primi anni di età, attitudini che purtroppo esistono perchè sono nate da cattivi esempi."

Ed è in questo scenario che si inseriscono gli abiti del matrimonio e le sagome dei corpi colorate, perchè se a far da esempio ai più piccoli fossero le abitudini del rispetto verso il prossimo la casa, ambiente di alcune violenze domestiche, sarebbe la sfera ideale in cui vivono i valori della famiglia e dello star bene con la società.

COME PARTECIPARE. I partecipanti potranno aderire all’iniziativa scattando una foto della propria sagoma o del vestito del matrimonio e pubblicarla sulle pagine Facebook e Instagram dedicate all’evento scrivendo CI SONO ANCHE IO + DON’T TOUCH MY BRAIN+ NOME E COGNOME + CITTà.

TANTA EMOZIONE. "Come artista e come donna provo una gioia profonda per il contatto umano che si sta creando con il pubblico, un pubblico partecipe che fa domande e cerca il dialogo, spiega Nietta Condemi De Felice,  è una grande soddisfazione assistere alla curiosità e allo stupore delle persone davanti alle sagome colorate"

Il progetto è nato quasi per caso, dopo che Sebastiana Falchi Martinez, nel mese di gennaio ha letto l’ennesima notizia di femminicidio. "E’ stato come ricevere una pugnalata, commenta, perchè per ogni donna che viene a mancare ci sono meno figli che nascono"

L'organizzazione ringrazia gli sponsor dell'evento Sardegna Sky di Gianluca Fiore, Officine Kairos di Brugherio, il B&B Chorisia di San Teodoro e San Teodoro in Rete.