Siamo Ovunque, Ovunque Siamo

Il Sardegna Pride 2019 festeggia i 50 anni dai Moti di Stonewall

7 Luglio 2019 -

Cagliari, Piazza Michelangelo: punto di ritrovo dei manifestanti dell’edizione 2019 del Sardegna Pride. Un piccolo angolo di città colmo di bandiere arcobaleno, cartelloni satirici o striscioni di associazioni e aziende sostenitrici. 

A bordo del carro dell’associazione ARC – organizzatrice dell’evento - si susseguono i discorsi dei portavoce delle altre associazioni coinvolte, tutte attive in prima linea nella lotta per i diritti LGBT+. 

Ed è quindi turno della Madrina del Pride di questa edizione, la scrittrice Michela Murgia (annunciata in conferenza stampa il 4 luglio, ndr.), a chiudere il manifesto politico e dare il via, al grido di Fortza Paris, al «più colorato corteo politico della Sardegna!». 

Ma questa è un’edizione speciale: quest’anno vengono celebrati i 50 anni dei Moti di Stonewall, evento che segna l’inizio della resistenza e liberazione LGBT+. Correva l’anno 1969 quando, in un bar notturno di New York, chiamato Stonewall Inn, la notte del 27 giugno, la polizia effettuò una retata. Nonostante fosse una delle tante che la polizia effettuava in quel bar, in breve tempo il clima divenne incandescente: da retata notturna si convertì in vero e proprio scontro – al quale intervenne anche l’unità anti sommossa della polizia newyorkese – che vide schierati da una parte qualche decina di agenti, dall’altra più di 500 manifestanti. Gli scontri durarono dal 27 giugno al 2 luglio 1969. L’anno successivo si avrà il primo Gay Pride della storia, a New York. 

«Siamo ovunque. Ovunque, siamo» - questo lo slogan dell’edizione 2019, che riprende lo storico slogan di 50 anni fa, in un ideale continuum socio-politico, oltre oceano, in una società che – come in passato – è stravolta da cambiamenti radicali.

Il più colorato corteo politico della Sardegna, così lo definisce l’associazione cagliaritana ARC, da anni in prima linea per la battaglia dei diritti civili, assieme ad altre numerose associazioni concittadine, appoggiate anche da persone dello spettacolo ed esponenti politici. Un mare di persone, oltre 40 mila. Tra i tanti, la ex candidata sindaco di Cagliari Francesca Ghirra.

Il pride è anche satira ed ironia, come dimostrano i numerosi cartelli: alcuni originali, come la versione anime giapponese di Matteo Salvini che flirta con Luigi Di Maio, con la scritta «Felici Ma...trimoni». E ancora «Il desiderio è sacro, non si norma»; «Non c’è cosa contro natura, se non la mia Ichnusa ad alta temperatura». 

Il Sardegna Pride invade Cagliari con i suoi colori e con la sua musica, al grido unanime di uguaglianza, libertà e di autodeterminazione. Perché, come dice Barbara Tetti, presidente del Movimento Omosessuale Sardo (MOS) «saremo liberi e libere quando non ci saranno più leggi fatte apposta per noi, ma quando le nostre vite avranno regole comuni a tutti e tutte le cittadine, senza alcuna distinzione. Saremo liberi e libere quando l’educazione alla cultura del rispetto sarà la regola in tutte le scuole». Continua: «saremo liberi e libere solo quando avremo davvero la libertà ed il diritto ad autodeterminarci, nel corpo e nelle scelte di vita» (QUI PER IL VIDEO).

 

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