Il fallimento dell'Europa nel gestire la giustizia fiscale delle multinazionali

7 Settembre 2016 -

 

Oggi 7 settembre 2016 è la Giornata del Tax Justice Blogging Day dedicato alla campagna "Sfida l’Ingiustizia", lanciata lo scorso gennaio dall'ong OXFAM insieme alla pubblicazione del rapporto "Un’Economia per l’1%". In primo piano appare  proprio il tema degli squilibri fiscali: "chi ha di più paga di meno".

Senza giustizia fiscale è certo che le democrazia scomparirà, non potendosi attuare la tanto decantata perequazione tributaria.

Il problema della giustizia fiscale in campo tributario ha sempre avuto un rilievo sociale e politico rilevante nella storia, coinvolgendo studiosi, politici ed esponenti del mondo della cultura.

Oggi, esso risulta fortemente legato alla discriminazione in materia fiscale che vede effettuare strategie da parte delle multinazionali le quali creano gruppi di società all'estero per evitare di pagare le tasse nei paesi di orgine (c.d. Evasione fiscale off shore).

I vantaggi che si possono ricavare non hanno pero solo a che fare con la tassazione. In senso più ampio, quando si parla di paradiso fiscale si fa riferimento a una giurisdizione che permette di evadere o eludere  (cioè, aggirare in modo 'legale') regole che in un altro Paese sono più restrittive. E oltre, a quelle fiscali, ci sono anche quelli bancari, sul riciclaggio del denaro, o anche le normative commerciali e tecniche.

Secondo un studio recente (2013) dell'OCSE (Organization for Security anc Cooperation in Europe) alcune imprese multinazionali utilizzano strategie che permettono loro di pagare come tasse societarie una cifra intorno al 5%, mentre le piccole imprese pagherebbero oltre il 30%.

Ci si chiede allora come sia possibile che si sia arrivati a questo punto e perchè non si sia intervenuti prima.

Ma proprio in questi giorni durante il G20 vertice svoltosi a Hangzhou (Cina) i leader dei paesi partecipanti hanno messo al centro dell'attenzione la lotta contro l'evasione fiscale, chiedendo all'OCSE e ai ministri delle Finanze e ai Governatori delle Banche Centrali (ISEBC) di predisporre una black list dei paradisi fiscali.

Se infatti si vuole promuovere la crescita di una multinazionale che possa anche investire nell'occupazione, risulta importante che le aziende che svolgono attività in più di un paese,non paghino due volte le imposte dovute, altrimenti è ovvio che esse si dirigeranno all'estero e delocalizzeranno le attività.

Entra così in gioco la proposta fatta dalla ong OXFAM alla Commissione Europea che chiede l'introduzione di una rendicontazione pubblica paese per paese tramite una petizione on line che ha già raggiunto oltre 300.000 sottoscrittori.

Video per capire la tematica fiscale e ha a che fare con la vostra colazione al bar--"Pagheresti 20 euro per un caffè?": http://www.youtube.com/watch?v=mp7L6n9c_TQ

#TaxJustice

Questo articolo costituisce un contributo al "Tax Justice Blogging Day", una giornata internazionale di sensibilizzazione sulle tematiche di giustizia fiscale coordinata in Italia da Oxfam. 

Tiziana MORI