8 marzo: sciopero globale delle donne

Da "me too" a "we too-gether" per le strade del capoluogo sardo

8 Marzo 2018 -

Prevista per questa mattina, la manifestazione femminista dell'8 marzo ha avuto inizio da Piazza Garibaldi, Cagliari, per proseguire nelle principali vie cittadine fino in Piazza del Carmine.
Organizzato dal collettivo "Non Una Di Meno" (sezione di Cagliari, ndr) l'evento ha visto partecipi uomini, donne, studenti di ogni ordine e grado, accomunati dagli stessi obiettivi: alzare la voce sui crescenti episodi di violenza che, tristemente, costituiscono la cronaca nera del nostro Paese.

In strada contro la violenza di ogni genere, minimo comune multiplo che unisce tutti gli esseri umani, perché deve essere ricordato che <<[non solo donne, ma] tra le vittime di violenza ci sono anche i maschi>> quindi <<all'interno di questa celebrazione chi è a favore [della causa, ndr] ha il ruolo di alleato e mostra sostegno. Sono dell'idea che chiunque debba esserne coinvolto a prescindere dal genere in cui si identifica>>, sostiene un manifestante.

Nonostante ciò, non mancano degli episodi inaspettati: dei ragazzi maschi, infatti, posizionatisi prima della partenza in testa al corteo, sono stati invitati a trovare una nuova posizione in quanto, secondo fonti, la manifestazione dell’otto marzo (o lotto marzo, secondo l’hashtag presente nei socialnetworks, ndr) è la manifestazione delle donne, tagliando - apparentemente - in questo modo la partecipazione maschile. Donne che manifestano prendendo di mira i costrutti di <<una società patriarcale>>, come si sente ripetutamente dalle attiviste.  <<Prorpio oggi, che dovremo essere tutti uniti per la stessa causa, cacciano dalla prima fila del corteo dei ragazzi>>. Una scelta che ha fatto discutere gli stessi manifestanti di ambo i sessi. <<La cosa che trovo assurda, che ho sentito dire da attiviste, è che un maschio non può nemmeno definirsi "femminista", ma dovrebbe usare un nuovo termine, sebbene combattano per la stessa cosa>> esclama una ragazza.

L’accaduto non ha però impedito lo svolgersi della manifestazione. Proseguita regolarmente e pacificamente fino alla sua destinazione, Piazza del Carmine, sostenuta per tutto il suo svolgersi da numerose associazioni attive nel suolo cagliaritano, tra cui le universitarie Unica 2.0, Unica LGBT; l’associazione degli studenti liceali Eureka – Rete degli Studenti Medi Cagliari; e molte latre.

Forte la volontà del collettivo "Non Una Di Meno" di coinvolgere tutti quanti: con accattivanti cartelli, striscioni (tra tutti "- obiettori + vibratori"; "Manc’una de Mancu" e "contro la violenza di ogni genere") e veri e propri cori da stadio improvvisati dagli studenti del liceo classico "G. Siotto Pintor" di Cagliari.